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Lei protestò, ma rimase seduta.
Non urlò.
“Hai umiliato una donna che ha cresciuto suo figlio da sola. Hai deriso i suoi sacrifici. Hai messo in imbarazzo questa famiglia.”
Poi sono arrivate le conseguenze. Bloccato per tutto agosto. Telefono confiscato. Niente auto. Niente amici. E una lettera di scuse scritta a mano.
Lei urlò. “Mi ha rovinato il ballo di fine anno!”
Mike rispose freddamente: “No. L’hai rovinato tu stesso.”
Salì di corsa al piano di sopra.
La mamma piangeva, non per il dolore, ma per il sollievo.
Ora le foto sono appese con orgoglio nel nostro soggiorno.
La mamma finalmente capisce il suo valore.
Questa è la vera vittoria.
Mia mamma è sempre stata la mia eroina.
Ora lo sanno tutti.