Il giorno in cui tutto è cambiato

Pochi giorni dopo il suo diciottesimo compleanno, Manon era sulla soglia della mia stanza. Eretta. Determinata. Troppo calma.
“Devi fare le valigie”, mi disse.
Pensavo fosse uno scherzo. Poi ho visto le sue mani tremare. Non era una fase passeggera. Era qualcosa di pianificato. Provato. Temuto.
Mi ha ricordato una frase che le avevo ripetuto per tutta la vita: a 18 anni potrai scegliere. E all’improvviso, quelle parole mi sono tornate in mente come un boomerang.
Una verità a lungo sepolta
Quel giorno non era sola. Dietro di lei c’era Thomas. Il suo padre biologico. Quello che Camille pensava fosse scomparso. Quello che io pensavo fosse assente per scelta.
Aveva le prove. Lettere. Misure prese. Tentativi di contattarlo. Una verità più sfumata e scomoda di quella che avevo accettato per anni.
Manon aveva trovato un fascicolo. Poi una lettera del tribunale che non avevo mai mostrato. Per paura. Per istinto di protezione. O per amore materno, forse frainteso.