Una vicina, che l’aveva aiutata, si avvicinò alle mie spalle. “Non voleva farti preoccupare”, disse dolcemente la donna. “Combatteva contro questo da mesi. Continuava a dire che avevi lavorato troppo duramente per distrarti”. Barcollai in avanti, con il cuore che mi batteva forte. Claire aprì gli occhi e, quando mi vide, sorrise: lo stesso sorriso gentile che mi aveva rivolto alla cerimonia di laurea. «Sapevo che saresti venuto», sussurrò. Le lacrime mi offuscarono la vista. Mi sedetti accanto a lei, stringendole la mano, il peso delle mie parole mi travolse. “Mi dispiace”, dissi con voce strozzata. “Mi sbagliavo. Non sei nessuno. Sei la ragione per cui sono qui. Mi hai dato tutto. Mi hai dato la tua vita.” Le sue dita strinsero debolmente le mie. “Hai scalato la scala”, mormorò. “Era quello che volevo. Non ho preso la strada più facile. Ho preso la tua strada, così tu potessi percorrerla.” La verità mi colpì come una tempesta. Claire aveva sacrificato la sua giovinezza, i suoi sogni, la sua salute, tutto per me. E nel mio orgoglio, l’avevo liquidata come una nullità. Sono rimasta al suo fianco per giorni, ascoltando le sue storie, ricordando le notti in cui aveva lavorato fino all’alba, le mattine in cui mi aveva preparato il pranzo con mani tremanti. Ogni dettaglio era una testimonianza della sua forza, del suo amore. Quando finalmente chiuse gli occhi per l’ultima volta, con la sua mano ancora nella mia, sentii il mondo crollare di nuovo. Ma questa volta capii. Claire non era stata nessuno. Era stata tutto. Al suo funerale, mi sono presentato davanti alla folla con la voce tremante. “Una volta ho detto a mia sorella che non era nessuno”, ho confessato. “Ma la verità è che era la persona più grande che conoscerò mai. Mi ha cresciuto quando era ancora piccola. Mi ha dato un futuro a costo del suo. Ogni passo che faccio, ogni vita che salvo, è grazie a lei. Era mia madre, mia sorella, la mia eroina.” Il silenzio che seguì fu pesante, ma colmo di riverenza. La gente chinò il capo, alcuni piangendo, altri annuendo. E in quel momento ho capito che le scale non servono a nulla se dimentichi chi le ha tenute ferme per permetterti di salirle. Claire non aveva scelto la strada più facile. Aveva scelto la più difficile di tutte: la strada del sacrificio. E anche se non c’era più, il suo amore era rimasto, impresso in ogni battito del mio cuore. Nota: questa storia è un’opera di fantasia ispirata a eventi reali. Nomi, personaggi e dettagli sono stati modificati. Qualsiasi somiglianza è casuale. L’autore e l’editore declinano ogni responsabilità per l’accuratezza e l’affidabilità delle informazioni contenute. Tutte le immagini sono solo a scopo illustrativo.