“Aveva miliardi e nessun posto dove andare. Quando una madre single implorò un senzatetto di sposarla, la sua richiesta inaspettata riscrisse il suo destino.”
Il silenzio non calò semplicemente sulla piazza. Esplose.
I telefoni si alzarono istintivamente. Le bocche si spalancarono. Da qualche parte lì vicino, una lattina vuota di soda scivolò sul cemento, il suo rumore sordo risuonava assurdamente forte in un mondo che si era congelato nell’incredulità.
Logan rimase immobile, con gli occhi fissi su di lei, combattuto tra la paura che si trattasse di una crudele illusione e l’impossibile speranza che potesse essere reale. Poi, contro ogni aspettativa, le sue labbra si curvarono verso l’alto.
Non era un sorriso sicuro.
Non era completo.
Ma portava con sé qualcosa di indistruttibile: la dignità.
“Se lo pensi davvero”, mormorò con voce roca, “allora entra. Compra un anello. Torna indietro. Inginocchiati… e chiedimelo come se fosse davvero importante.”
Un respiro collettivo travolse la folla.
Alcuni risero nervosamente.
Altri sbeffeggiarono, offesi dall’audacia. Come poteva un uomo che non aveva nulla osare porre condizioni a una donna che aveva tutto?
Isabella non batté ciglio.
Si voltò senza dire una parola, entrò nel negozio e scomparve dalla vista. Pochi minuti dopo, tornò con una piccola scatola di velluto in mano. Il diamante all’interno catturò la luce, scintillando come una ribellione contro ogni presunzione che li circondava.
E poi accadde qualcosa di veramente irreale.
La miliardaria si sdraiò sul marciapiede.
Le sue mani tremavano, ma la sua voce era ferma.
“Logan Hayes”, disse a bassa voce, “mi vuoi sposare?”
Il tempo sembrò ripiegarsi su se stesso. Anni di notti fredde, occasioni perse e ricordi sepolti riaffiorarono tutti insieme mentre il mondo guardava. Le lacrime rigarono il volto segnato dal tempo di Logan mentre finalmente annuiva.
“Sì.”
Gli infilò l’anello al dito.
La folla esplose – applausi, sussurri, telefoni che registravano – perché questa non era una favola raffinata. Era caotica. Sgradevole. Incredibilmente umano.
“Vieni con me”, disse Isabella gentilmente. “Sali in macchina.”
Logan esitò, guardandosi i vestiti logori. “Rovino tutto”, disse dolcemente. “Tutto quello che tocco.”
La sua risposta arrivò senza esitazione.